MOSCA PUNTA AL “MADE WITH ITALY”

6 Set

MOSCA PUNTA AL “MADE WITH ITALY”

La Russia strizza l’occhio alle piccole e medie aziende italiane. E lo fa nonostante Roma faccia parte di quella Unione Europea che il 22 luglio, per decisione del Consiglio europeo, ha prolungato di sei mesi le sanzioni a Mosca, scattate all’indomani della crisi ucraina.
Da tempo le sanzioni imposte da Ue e USA hanno spinto la Federazione Russa a trovare un modo per uscire dall’angolo. Il modo è stato, è sarà quello di ridurre il più possibile la dipendenza del sistema economico nazionale dai prodotti esteri. La strategia è ora quella di produrre in loco, magari convincendo le aziende straniere, tra cui le italiane, a venire ad aprire stabilimenti direttamente in Russia. Non solo a Mosca e a San Pietroburgo, ma anche in altre aree del paese. Oggi oltre 500 aziende italiane operano in Russia. Gli investimenti italiani ammontano a 4 miliardi di dollari ma possono raddoppiare nei prossimi 3 o 4 anni.
Secondo le autorità russe, le opportunità non sono tanto nell’export “classico”. Dalla metà del 2014, anche sulla spinta delle sanzioni europee, la Federazione Russa ha avviato, prima in maniera timida e poi in modo sempre più organico, un programma di sostituzione delle importazioni, volto allo sviluppo e all’ammodernamento dell’industria nazionale in numerosi settori. Ora occorre produrre direttamente in Russia.
In questo scenario, le aziende italiane, e in particolare le piccole e medie aziende, sono chiamate ad adeguare la propria strategia al nuovo quadro politico-economico. Le prospettive ci sono, a cominciare dagli oltre 140 milioni di potenziali consumatori (in aumento il potere d’acquisto del ceto medio). Senza poi dimenticare che la Federazione Russa ha avviato un programma economico di ammodernamento dell’industria nazionale in alcuni settori (agroalimentare, meccanico e manifatturiero), tutti comparti in cui l’Italia ha un ruolo di leadership. La Russia ha messo sul piatto delle agevolazioni fiscali, a livello federale e regionale.
L’assistenza per inserirsi nel mercato russo: il centro per le esportazioni russo, che oggi assiste 25 aziende italiane attive soprattutto nella metallurgia con un finanziamento a oggi di oltre un miliardo di dollari, ma anche il contratto speciale di investimento, la presenza di parchi industriali e zone ad elevato tecnologico. La Russia sta offrendo alle società straniere che intendono delocalizzare una tassazione azzerata se l’investimento produttivo è realizzato per non più di dieci anni in una delle c.d. zone speciali (ZES).
Nel mercato russo le opportunità per le aziende italiane non sono solo nell’export classico ma anche nell’investimento in quei territori. Oltre al made in Italy ora serve un “Made with Italy”, ovvero inserire la tecnologia italiana nel processo economico di modernizzazione del paese.
Ci sono importanti opportunità per la meccanica strumentale italiana: il sistema di produzione russo si va modernizzando sempre di più e il know-how italiano può fare la differenza. Aziende russe sono pronte a favorire la localizzazione sul territorio di Federazione Russa delle aziende che producono componentistica e pezzi di ricambio per le macchine agricole. Si propone un contratto di investimento particolare: una volta raggiunto e sottoscritto l’accordo, il governo russo si impegna a non cambiare le condizioni fiscali su un determinato sito produttivo.
In prospettiva, infine, i vantaggi per le aziende italiane potrebbero aumentare nel caso in cui Russia e Cina trovassero il modo di collegare la “One Belt One Road”, il progetto infrastrutturale della Nuova Via della Seta voluto dal presidente Xi Jinping, con l’Unione Euroasiatica, creata nel 2014 dalla Russia per creare un mercato che unisse i paesi dell’ex Unione Sovietica. Per le Pmi italiane avere un piede nel territorio della Federazione Russa sarebbe, in questo scenario, determinante.
VLD Global Solutions rimane sempre a disposizione per qualsiasi chiarimento o informazione riguardo l’attività imprenditoriale in Russia.

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